Paolo Pantani ricorda l'amico Luciano De Crescenzo


Si è spento poche ore fa Luciano De Crescenzo, artista poliedrico, napoletano doc, scrittore, regista e interprete di film cult come “Così parlo Bellavista” e “32 dicembre”. Riceviamo e pubblichiamo questo bel ricordo, da Paolo Pantani, ingegnere napoletano collega ed amico "da sempre" di Luciano De Crescenzo.

"Mi è molto difficile parlare di Luciano a poche ore dalla sua dipartita, lo conosco da sempre. Era una grande star ma trovava sempre il tempo per partecipare alle nostre iniziative. Ricordo di averlo invitato all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici per una iniziativa sull'open source e qui ci venne l'idea di organizzare la manifestazione, "Filosofo...sia".

Questa manifestazione non era solo acclamativa, era anche una leva comunicativa per far ottenere a Luciano la Laurea Honoris Causa in Filosofia dalla Università degli Studi di Napoli Federico II, progetto sfumato per un soffio... Purtroppo le èlites napoletane e italiane non hanno amato molto Luciano.

Successe la stessa cosa anche a Totò, non lo consideravano come una grande scrittore, eppure ha pubblicato una cinquantina di libri, vendendo 18 milioni di copie nel mondo. Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 paesi.

Forse solo Umberto Eco si avvicinava a questi records, eppure niente di niente è stato fatto per Luciano dalla intellighenzia nostrana, ma è inutile recriminare, di questo ne ridevamo di gusto, molto dipendeva anche dall'invidia verso il più grande divulgatore di Filosofia al mondo.

A me piace ricordarlo quando andavamo insieme e da soli, senza ragazze, per la precisione, al ristorante-spettacolo jazz di Lino Patruno a Porta Pia. Lo scopo era per mangiare insieme ed ascoltare i celebri brani Jazz di Louis Prima, tra i quali "Angelina", "Oh Marie", "Buona sera", "Just a gigolo": Luciano qui era felice, cantavamo insieme con l'orchestrina e mangiavamo, semplicemente, in mezzo a un pubblico normale.

Luciano,rispondeva personalmente al telefono, nessun filtro , eppure era conosciutissimo, unica fra le grandi star. Ecco così mi piace ricordarlo, uomo semplice e mite, amante della convivialità e della amicizia, ricco di cultura e umanità, mio (e nostro) grande amico.". Conclude Paolo Pantani.

0/Post a Comment/Comments

Nuova Vecchia