Spalle al mare di Mario Primo Cavaleri ed i destini incrociati della Sicilia e di Messina


E' già nelle librerie “Spalle al mare”,  l'ultimo lavoro di Mario Primo Cavaleri, giornalista siciliano e firma di punta della Gazzetta del Sud. Il sottotitolo “1998-2018 Messina e la Sicilia travolte dal solito destino” esplicita già il commento sugli ultimi venti anni, segnati da annunci e ritardi, pigrizia e smarrimento, disorganizzazione e malaffare, legalità nell’illegalità, tendenza al non fare. Dai palazzi del potere siciliano, al governo cittadino. Ponte sullo Stretto incluso.

Uno spaccato su scelte, passaggi significativi, personaggi influenti di quel contesto socio-politico tali da incidere negli sviluppi a venire. Col preambolo di due giganteschi avvenimenti che nel Dopoguerra ci hanno visti primeggiare nella ribalta nazionale: il primo, la specialità dello Statuto siciliano, decretata nel 1946, quando ancora la Repubblica non esisteva; il secondo, l’evento che nel giugno 1955 vide riuniti nella Città dello Stretto sei ministri degli esteri del Vecchio Continente per dar vita al Mercato comune europeo.

Due eventi su cui però la Città dello Stretto, incrociando in questo il suo destino con quello dell'intera Isola, si è appiattita e ripiegata per effetto di una rappresentanza politica asservita e inetta vocata a presidiare un sistema ingessato e autoreferenziale, ad interdire ventate di fresca e sana energia, di ingegno innovatore.

Il racconto si snoda attraverso una serie di episodi: dall’Ars a Palazzo d’Orleans, dalla Real Cittadella ai ministri Martino, da Bill Gates al G7, al Mume. Con curiosità che spaziano dal Tintoretto scoperto da Sgarbi al miracoloso exploit elettorale di Nello Musumeci.

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