Soft Power intervista Paolo Battaglia La Terra Borgese, Critico d’Arte


Paolo Battaglia La Terra Borgese è un critico d'arte, saggista e politico italiano. A lui si deve la nascita del Museo Civico d’Arte Contemporanea di Palazzo Giandalia in Sicilia. Il suo nome spicca pure tra i fondatori a Milano del partito Italia Attiva. Nel 2011 ha fondato il Premio Arte Pentafoglio.

Siciliano, anzi Palermitano, se dovesse descrivere la sua bellissima Città citando una sola opera d'arte, un solo monumento ed una sola dimora storica, quali opere simboliche sceglierebbe e perché?

La vera opera d’arte di Palermo è l'Assemblea Regionale Siciliana, in quanto questa è il Parlamento più antico del mondo e, oltretutto, lavora nel palazzo della più antica residenza reale d'Europa, dunque la più antica sede parlamentare in attività al mondo. Si tratta di un’opera d’arte di elevato valore antropologico colorata dai pennelli della scienza culturale, un bene immateriale patrimonio dell’umanità antico quanto moderno, verrebbe da suggerire al dottor Unesco che riconosce per l’umanità soltanto il valore insito nella dimora storica del palazzo dove l’ARS ha sede.
Bisogna invece pensare al Teatro Massimo Vittorio Emanuele per parlare di monumenti in senso speciale, in quanto l’edificio è pensato in chiave culturale, ed è negoziato sia alla dimensione artistica che ai valori morali. Il Teatro Massimo a Palermo è come la Torre Eiffel di Parigi o il Colosseo capitolino in Italia, si identifica con la Città stessa. Si potrebbe parlarne a lungo in chiave simbolica ma di questo teatro qui corre almeno l’obbligo di segnalare la sua Ruota Simbolica; le sei colonne corinzie che portano alla scritta capeggiante L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire; e la Sala Pompeiana legata alla simbologia del numero sette. E sebbene non ricadente esattamente sul territorio del comune di Palermo è utile segnalare che in coerenza con la tradizione dei chiostri intorno alla città di Barcellona, come San Filippo Morata di Ripoll, in osservanza a quanto riportato dal grande musicologo tedesco Marius Schneider che ha riscoperto attraverso la simbologia espressa nei capitelli dei rispettivi chiostri delle musiche dedicate ai santi cui gli stessi erano intitolati, parimenti ora possiamo affermare che i capitelli del chiostro di Monreale esprimono una musica di tipo gregoriano dedicata alla Madonna. Tornando al Teatro Massimo: i palermitani sono in merito molto orgogliosi di sapere che lo stesso è l’edificio lirico-teatrale più grande d'Italia ed è terzo in Europa per dimensione architettonica, a seguire l'Opéra National di Parigi e la Wiener Staatsoper di Vienna.

Può descriverci, in maniera sintetica, il panorama artistico-culturale siciliano?

È un cielo che come altrove e per fortuna da tempo ha spazzato via le nuvole patetiche che descrivono di fantasie attorno alla produzione e alla distribuzione per il consumo dell’arte di carattere prettamente commerciale o di poca qualità. Il collezionista è oggi più erudito, sa bene per esempio che dire di opere d’avanguardia o contemporanee equivale oramai alla stessa cosa sia in termini concettuali che di nozione. La crisi del mercato dell’arte degli anni scorsi in Italia ha condotto l’oculatezza degli acquirenti verso scelte meno sbagliate e anche in Sicilia si affermano artisti realmente capaci ad opera di mercanti innovatori.

Può farci anche qualche nome?

Piero Guccione, che si è sempre mantenuto lontano dalla velocità consumistica. È passato a miglior vita l’anno scorso.

Come cambia, se cambia, la figura professionale del Critico d'Arte nella società dell'informazione? In particolare come si sposano i social media e le tecnologie digitali con un mestiere analogico per definizione?

La visione di opere d’arte mediata da stampa o da supporto digitale costituisce sempre un validissimo modo di informazione e formazione culturale. Ma la fruizione delle opere può avvenire appieno ancora tutt’oggi soltanto in modo squisitamente diretto, cioè osservando ciò che è stato elaborato direttamente dalle mani dell’artista. Le tecnologie digitali permettono invece al critico d’arte consultazioni immediate per i suoi testi e lo scambio rapidissimo di informazioni in seno all’ambito professionale. La critica d’arte è la disciplina che ha come obiettivo fondamentale quello di formulare giudizi di valore, tuttavia i social come il web consentono al critico la divulgazione aggiornata dell’arte in generale attraverso la scrittura critica, che va dall’articolo sui quotidiani e periodici anche online - abbiamo detto - e perciò raggiungibili semplicemente attraverso un link. È questa una realtà sociale dell’esercizio critico che si integra alla letteratura critica propriamente detta. Una sorta di lavoro istituzionale, di lavoro di organizzazione della cultura anche nella rete. Ma il momento espositivo - come scrive Crispolti - è molto importante, perché occasione nella quale il critico può progettare ancora più che nell’ambito dell’attività editoriale.

Con il Premio d'Arte Pentafoglio ha insignito le migliori produzioni artistiche dell'Isola, può parlarci un po' di questa esperienza?

Non solo dell’Isola. Per farle solo due esempi: del Premio Arte Pentafoglio è stato insignito Philippe Daverio come anche una docente dell’Università di Berna in Svizzera. Premio Arte Pentafoglio nasce per elargire premi e onorificenze a artisti, letterati e scienziati di chiara fama, ma anche eccellenti operatori commerciali ed economici, alti prelati e comuni cittadini che, spesso nell’ombra, si sono impegnati nel volontariato in difesa dei diritti umani, della legalità e della pace. Non a caso si chiama Pentafoglio, è un nontiscordardimé che serve alla memoria collettiva. E non a caso ha operato a fianco di Ambasciate, di Organismi Internazionali, Scuole Pubbliche, Ordini Professionali e con Poste Italiane. Una esperienza di Bellezza.

Lei, sfidando ogni pregiudizio e luogo comune, si è spesso dimostrato un simpatizzante della Massoneria. Questo non stupisce, in quanto le istituzioni massoniche hanno annoverato tra le proprie file personaggi della cultura come Pascoli, Carducci, Foscolo e Alfieri, tanto per restare in Italia. Da cosa nasce il suo interesse per la cosiddetta 'Libera Muratoria'?

La libertà è certamente il principio essenziale che permea tutta la filosofia liberomuratoria, ed è il bene principale e massima aspirazione dell’uomo, ricchezza fondamentale di tutte le democrazie e le società aperte, determina il divenire nel progresso, nella conoscenza e nell’autocoscienza. La libertà impone degli obblighi: il primo obbligo è di rispettare la libertà degli altri; il secondo obbligo è di impegnarsi con tutte le forze perché essa prosperi e si diffonda in tutte le società ed a tutte le latitudini del nostro mondo; il terzo obbligo è che la libertà per essere conquistata lì dove non c’è o è limitata richiede rinunce. Sono parole di Corrado Balacco Gabrieli. Io condivido tutto questo e dove tutto questo non c’è manca la cultura vera.

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