Soft Power intervista Rosario Tomarchio, CEO Ntlink


Rosario Tomarchio è il CEO di Ntlink, società che opera nel campo del lobbying per Enti, imprese e associazioni. Esperto nello sviluppo di partenariati e  partecipazione ai bandi europei, Tomarchio, è specializzato nella creazione ed il consolidamento delle relazioni con i decision makers e gli influencers, costruendo in maniera strategica, il consenso nei contesti istituzionali. E' inoltre coordinatore dei circoli italiani de Il Chiostro, socio del Centro Studi Americani e Presidente di TerSicula.

Ci parli dell'esperienza, nel campo delle relazioni istituzionali, tra quelle che hanno caratterizzato la sua vita lavorativa, che più le sta a cuore...

Gli obiettivi da raggiungere che ci vengono sottoposti ogni giorno, sono dei più variegati e comprendono molti settori, dall’agroalimentare all’energia, dal rischio costiero ed idrogeologico a quella sulla sanità. Di certo quello che mi ha molto attratto è stato quello legato alla geotermia off shore e lo studio dei vulcani spenti sottomarini. Resto però molto affascinato dalla blockchain, che non è il futuro, ma è già il presente e hanno molto caratterizzato la mia formazione, i problemi legati all’utilizzo delle sabbie sottomarine relitte, per i ripascimenti costieri.

Quali fattori hanno portato al successo la sua società?

Potrà sembrare banale, ma è la professionalità. Non chiedetemi se conosco qualcuno, ma se ho ben capito cosa fate, cosa producete, cosa dovete porre all’attenzione del decisore pubblico o privato. Se avrò capito il core business del cliente, la metà dell’attività sarà svolta con competenza; e due, non far perdere tempo all’impresa. Se non puoi fare quel lavoro e non puoi demandare, ai collaboratori, avvisa il cliente che non potrai seguirlo. Sono certo che te ne sarà grato.

Cosa consiglierebbe ad un giovane neolaureato, che si appresta ad entrare nel mondo del lavoro? 

Che se lo studio è stato fondamentale, come lo sono i master e gli stage che ha fatto, deve guardare però tutto con curiosità e con umiltà. E se ne ha il tempo e la possibilità durante le ferie, di frequentare un corso post laurea all’estero anche di un solo mese o frazione di esso. Una cultura lavorativa diversa, ci porta al confronto ed a guardare tutto in più prospettive. Se ciò non fosse possibile, consiglio a tutti, di leggere “il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry.

Si dice che le crisi, in questo caso quella economica, nascondono sempre delle opportunità di cambiamento. Intravede qualche opportunità da cogliere nell'attuale contesto italiano?

Vi sono dei film che ti lasciano in mente argomenti da trattare. Vi ricordate “Operazione sottoveste, il sottomarino tutto rosa? Vi è una scena del film esilarante, in cui Tony Curtis, addetto a tutto, andava in città, con un camion, mentre era in corso un bombardamento. “Nel caos, si trova di tutto”, disse. Può sembrare cinico, ma è la realtà dei fatti. Le opportunità da cogliere sono sempre legate comunque alla professionalità e alle capacità di esercitare il tuo lavoro con passione proprio nel momento del bombardamento e di decidere di seguire la via meno sicura, quella più incerta ma che è quella che vuoi perseguire.

Su quali settori, in espansione attuale o futura, consiglierebbe di puntare? 

Di certo tutto quello che è AI. Intelligenza artificiale, Blockchain, 5G. Ma per quanto paradossale possa sembrare, sviluppare i temi dell’agricoltura. Applicare la blockchain all’agricoltura, all’agroalimentare, per esempio è un metodo per unire due culture differenti raggiungendo anche risultati in linea con le esigenze impellenti di sostenibilità.



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