Intelligenza artificiale: ultima chiamata


Di intelligenza artificiale (AI) si parla molto, eppure finora il dibattito italiano si è concentrato poco sull'impatto reale che l'insieme delle tecnologie che vanno sotto questo nome può davvero esercitare sul nostro sistema economico.

Il saggio di Stefano da Empoli è il primo tentativo di capire quale spinta l'AI possa imprimere alla competitività del nostro Paese. La sfida più importante sarà quella di permettere al sistema produttivo nel suo complesso di adottare soluzioni avanzate, a costi accessibili e con le competenze necessarie. Nonostante l'Italia presenti un basso livello di digitalizzazione, le nostre imprese - a partire dalle PMI - possono sfruttare i potenziali vantaggi competitivi che l'AI offre loro su un piatto d'argento.

Un'occasione storica che tuttavia potrà essere colta soltanto chiamando a una nuova responsabilità le istituzioni così come la società civile e la rappresentanza d'impresa. A quest'ultima, in particolare, spetta il compito non solo di avanzare gli interessi dei propri associati a Roma o Bruxelles, ma anche di accompagnarne sul territorio la necessaria trasformazione organizzativa, in un nuovo partenariato tra istituzioni, ricerca, finanza e imprese.

Il volume offre anche una panoramica sullo stato della corsa all’AI a livello mondiale, nella quale Usa e Cina si trovano in una posizione di netto vantaggio. “L’Europa ha tutte le risorse per recuperare il terreno ma non potrà farlo fino a quando non le metterà tutte sul tavolo, agendo in maniera coordinata”. Serve fiducia nell’Europa e l’impegno di ogni Stato, Italia in primis, che ha tutte le carte in regola per presentarsi all’appuntamento con l’AI in una posizione decisamente migliore di quanto si potrebbe pensare. Nonostante l’Italia sia in ritardo sull’adozione delle nuove tecnologie e presenti un basso livello di digitalizzazione, infatti, le nostre imprese possono sfruttare potenziali vantaggi competitivi che offrono un’occasione storica al nostro sistema produttivo.

Stefano da Empoli è Presidente dell’Istituto per la Competitività (I-Com), think tank che ha fondato nel 2005, con sedi a Roma e Bruxelles, leader in Italia sui temi del digitale e dell’innovazione. È docente di Economia politica all’Università Roma Tre. Ha fatto parte del Gruppo di esperti sull’Intelligenza artificiale, costituito dal Ministero dello Sviluppo Economico con lo scopo di scrivere la Strategia italiana sulla IA. È membro della European AI Alliance, forum promosso dalla Commissione europea per discutere i profili di policy dell’Intelligenza artificiale.

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