Melissa Ferretti Peretti (American Express): Il lockdown ha accelerato la digitalizzazione del lavoro


American Express, che ha sempre abbracciato l’innovazione come filo conduttore dei servizi e delle soluzioni che offre ai propri clienti e come fattore centrale per la creazione di un ambiente che offra la migliore esperienza di lavoro, è stata tra i protagonisti della Digital Week partecipando alla Live Conference che ha coinvolto le aziende vincitrici della classifica Best Workplaces™ Italia 2020 di Great Place to Work.

“Quando nel 2014 abbiamo implementato in maniera massiccia lo smart working, abbiamo dovuto affrontare e superare una sfida enorme, di tipo culturale, proprio del nostro Paese, facendo uno sforzo straordinario affinché le persone fossero operative nel lavorare anche da casa,” ha dichiarato Melissa Ferretti Peretti, Amministratore Delegato American Express Italia. “Una volta superato questo scoglio, si riesce a capire che sono necessari nuovi iter che prevedono di fissare obiettivi e di valutare il raggiungimento delle performance. Abbiamo dovuto tutti digitalizzarci, e possiamo dire che la tecnologia ci ha salvati, permettendoci di continuare a lavorare, studiare, vendere, comprare e mantenere le relazioni sociali. Il Paese ha fatto un salto in avanti di 10 anni dal punto di vista tecnologico: questa è un’opportunità che non possiamo perdere per colmare quel gap che abbiamo con gli altri paesi europei in termini di digitalizzazione. Noi stessi abbiamo accelerato la nostra trasformazione, digitalizzando le nostre procedure, ottimizzazione i processi di back-office, mettendo a disposizione di tutti i dipendenti dispositivi tecnologici all’avanguardia. Abbiamo investito fortemente negli strumenti e nelle tecnologie di supporto, migliorando e rafforzando quelli esistenti e introducendone di nuove, come, ad esempio, il servizio piscologico digitale e di telemedicina. Come Manager ci siamo concentrati ancor di più su aspetti fondamentali in questo contesto, come l’empatia e la comprensione delle singole situazioni e necessità.  Seppure dunque questa evoluzione abbia portato molte cose positive, dall’altra parte però i confini tra lavoro e vita personale sono sfumati, quindi ritengo che in futuro occorrerà trovare il giusto equilibrio tra interazione umana e smart working. Sono certa che continueremo a rimanere connessi anche in remoto, che emergeranno nuovi lavori integralmente digitali, ma anche che non si potrà fare a meno dell’interazione, ad esempio per formare i giovani, creare cultura aziendale, valutare soft skill, stimolare la creatività. In questo scenario, per sostenere il cambiamento dovranno evolvere ulteriormente anche i leader, adottando un approccio più flessibile e dinamico e una visione del futuro che si anche collettiva”.

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